Come l’Unione Europea attentò all’agricoltura

Apparentemente qualche legislatore si è BEVUTO IL CERVELLO! I semi delle varietà non iscritte nel catalogo europeo sono adesso diventate fuorilegge; questa è, a mio giudizio, una solenne ca***ta!

[EDIT] Ho un po’ di tempo, così riassumo anche il motivo dell’opinione che ho così coloritamente esposto qua sopra.
Per intenderci, le sementi non iscritte nel catalogo sono varietà tradizionali e simili. Perchè  a mio modesto parere una simile azione è sbagliata?

  • Perdita di risorse genetiche,
  • Sembra veramente tanto una mossa per accontentare le lobby, già adesso chi opera nel settore conosce i prezzi delle sementi (che vengono messe in commercio da poche multinazionali)
  • Le varietà tradizionali hanno comunque caratteristiche  organolettiche particolari
  • La motivazione addotta (fuori legge perchè meno produttive) non è valida: anche se fosse vero, in un regime di libera concorrenza chiunque dovrebbe poter coltivare e vendere ciò che vuole (beninteso, purchè non pericoloso per la salute)

http://www.net1news.org/addio-sapori-antichi-lue-mette-al-bando-sementi-tradizionali.html

  1. Avatar di Valeria

    #1 di Valeria il 7 agosto 2012 - 8:47 AM

    Ho letto questa notizia un paio di giorni fa su Stampa Libera. Sono d’accordo sul fatto che sia una gran ca***ta.
    Come al solito tutto gira intorno al denaro, perché se leggi la sentenza (qui) possono rientrare nella “legalità” solo le sementi registrate, e per essere registrate non solo devono avere delle caratteristiche quasi impossibili da ottenere se non in laboratorio, ma bisogna PAGARE!!! Chi ne trarrà beneficio? le multinazionali che monopolizzano la produzione di semi… ovvio.
    Ci sono diverse comunità di scambio di semi di colture tradizionali, antiche, a carattere locale che però già da ora si dichiarano “disobbedienti“, come loro per esempio.
    Lo scambio è una tradizione contadina antichissima, anche noi nel nostro piccolo (piccolissimo!) lo facciamo tra amici.

  2. Avatar di Gian Marco

    #2 di Gian Marco il 7 agosto 2012 - 9:48 AM

    Quando vedo le leggi fatte ad uso e consumo delle multinazionali anche io inizio ad avere poca cura del vocabolario.

    Secondo me il legislatore non si è bevuto il cervello, ma ha semplicemente avuto interesse a limitare la libera concorrenza a poche aziende ed estromettere gli agricoltori.
    Qualcuno ci vuole tutti schiavi e, in quest’ottica, avrebbe piacere a trasformare gli agricoltori da produttori indipendenti, a “dispositivi” per l’approvvigionamento di materie prime da parte delle industrie.
    Peccato per lui che la cosa non ci piace e ci siamo acorti che ci vuole fregare.

  3. Avatar di Zoropsis

    #3 di Zoropsis il 7 agosto 2012 - 10:11 AM

    Che posso dire, è un piacere avere lettori tanto attenti: avete riassunto quanto rimaneva da dire in tempi rapidissimi!
    Comunque l’impressione è proprio quella della manovra per favorire certe aziende (quelle stesse che, già adesso, controllano il mercato di sementi, come sanno gli operatori del settore).
    Rimaniamo in attesa, sperando che qualcuno là in Europa si sbrighi a formulare una deroga a questa pagliacciata. E nel frattempo spero ardentemente che si possano salvare la maggior parte delle varietà tradizionali, perchè qua in Italia ne abbiamo di notevolissime.

  4. Avatar di barbara

    #4 di barbara il 7 agosto 2012 - 1:38 PM

    Tra i blog che seguo con attenzione ma soprattutto con ammirazione per il loro impegno,c’è quello che ti ha segnalato Valeria nel messaggio che mi ha proceduto, che giustamente allarmati ne avevano parlato nel loro ultimo articolo. In questi giorni, nelle ore trascorse all’orto, abbiamo discusso parecchio con i nostri vicini, che ovviamente dovrò definire prima o poi fuorilegge pericolosi, perchè spesso le giornate trascorrono in modo goliardico vicino ai confini tra un (il dialetto è d’obbligo) “oh, assaggia un po’ questo ‘vi! Per falli venì così e ti ci vole ma i mi’ semi!!” e un “deh bellino, un vorrai mia di’ che sono meglio di quelli che c’ha dato Errio!” ci scambiamo quasi ogni cosa venuta bene (pensa che anche a Valeria ho portato dei fagioli di un mio amico, per dirne una). Trovo questa mossa una scelleratezza, come tutte quelle figlie del profitto.

  5. Avatar di Zoropsis

    #5 di Zoropsis il 7 agosto 2012 - 2:37 PM

    In realtà non sono sicuro che lo scambio di semi non coperti da brevetto sia un problema, e comunque non penso che l’UE sarebbe così folle da muoversi contro chi ha solo un orticello.
    La sentenza parlava di “messa in commercio” delle sementi, questo renderebbe la cosa rischiosa più per le grandi colture che non per l’orticoltura amatoriale.

    • Avatar di Sconosciuto

      #6 di Anonimo il 7 agosto 2012 - 9:43 PM

      si, lo credo anch’io. Però colpendo alla fonte prima o poi arriverà ai piccoli coltivatori è inevitabile, mettendo a rischio proprio i semi caratteristici di una zona. E poi non tutti gli ortolani hanno semi propri o di scambio ma li comprano e quindi troveranno solo quelli “messi in commercio” . Insomma, tempi duri per la preziosa biodiversità…

      • Avatar di Zoropsis

        #7 di Zoropsis il 8 agosto 2012 - 1:13 AM

        Indubbiamente. Speriamo che lassù si ravvedano in fretta, sarebbe quantomeno spiacevole bruciare millenni di selezione nei prossimi anni…
        Perchè in realtà il problema decisamente serio è la perdita del materiale genetico: una volta sparito, è sparito per sempre. E non ho una così grande fiducia nelle banche del germoplasma, dopo l’incidente di qualche anno fa, e nemmeno mi parrebbe logico perdere tutto per poi inventare OGM che facciano le medesime cose.

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